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	<title>Antologia Rock &#187; Woodstock</title>
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	<description>L'antologia del Rock</description>
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		<title>Con Jimi Hendrix la chitarra prende vita</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 11:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
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Jimi Hendrix (U.S.A. – 1967)
Se il rock può essere considerato una forma d’arte duratura nel tempo, questo lo si deve soprattutto a personaggi abili a dare espressività allo strumento più caratteristico del genere: la chitarra elettrica; Jimi Hendrix è stato, con ogni probabilità, il più grande genio della chitarra elettrica. Uno dei tantissimi manifesti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ruid.com/photos/show/ilmala/46173"><img src="http://www.ruid.com/photos/medium/46173-bz3za4wn57x1wzky32gc.jpg" alt="jimi-hendrix" /></a></p>
<p>Jimi Hendrix (U.S.A. – 1967)</p>
<p>Se il rock può essere considerato una forma d’arte duratura nel tempo, questo lo si deve soprattutto a personaggi abili a dare espressività allo strumento più caratteristico del genere: la <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/chitarra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con chitarra">chitarra</a> elettrica; Jimi Hendrix è stato, con ogni probabilità, il più grande genio della <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/chitarra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con chitarra">chitarra</a> elettrica. Uno dei tantissimi manifesti della sua unicità è stata la sua esibizione a <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/woodstock/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Woodstock">Woodstock</a>, dove si cimentò in una interpretazione tutta sua dell’inno americano. Più in generale, nella sua brevissima discografia (4 album), si trovano migliaia e migliaia di espressioni del suo talento. Nonostante il chitarrista fosse americano di Seattle, convenzionalmente è considerabile inglese di adozione, dal momento che la sua band, la Jimi Hendrix Experience era composta da strumentisti inglesi.</p>
<p>L’esordio discografico è “<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/are-you-experienced/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con are you experienced">Are You Experienced</a>”: qualcosa di veramente mai sentito prima per la capacità di proporre riff sempre originali e vari, oltre che la fenomenale abilità negli assoli di <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/chitarra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con chitarra">chitarra</a>. Tecnicamente il suo genere si può definire a cavallo tra il rock classico e quello psichedelico, condito con una buona dose di funky. Emotivamente è un album che lascia a bocca aperta per la sua versatilità, punto e basta. Dopo il primo dei King Crimson e il primo dei Doors, lo considero il miglior album della <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/storia-del-rock/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con storia del rock">storia del rock</a>.</p>
<p>“<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/axis/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con axis">Axis</a>: Bold as Love” è il suo degno successore; anche qui ogni singola canzone presenta un riff mai banale e le sperimentazioni sono continue, e sempre con risultati fenomenali.</p>
<p>“Eletric Ladyland” è il terzo lavoro da studio: anche qui un altro capolavoro. In questo caso è dedicato molto meno spazio alla melodia e alle ritmiche classiche, a favore di una continua sperimentazione; è sicuramente il lavoro più difficile all’ascolto prodotto da Hendrix, ma è l’ennesima prova della sua indiscutibile genialità.</p>
<p>Nel 1970, però, qualcosa inizia a scricchiolare: il bassista Noel Redding ed il batterista Mitch Mitchell lasciano il progetto, ed Hendrix si trovò costretto a cambiare i componenti, fondando la “Band of Gipsies”, che è anche il nome del suo quarto album. Qui di nota un netto cambio di stile rispetto ai lavori precedenti: la psichedelica lascia posto ad un rock blues di matrice più classica, le canzoni sono nettamente più lunghe; il risultato, comunque buono, è tuttavia un passo indietro rispetto ai lavori precedenti.</p>
<p>Il 18 Settembre del 1970 Jimi Hendrix fu costretto a mettere la parola fine alla sua breve, ma intensissima carriera: fu trovato morto nel suo appartamento di Londra, probabilmente per overdose. Se ne andò così, dopo soli tre anni di carriera, il più grande chitarrista della storia.</p>
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		<title>La macabra psichedelia dei Grateful Dead</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 13:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
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Grareful Dead (U.S,A. – 1967)
Nel periodo di Massimo splendore del rock (fine anni ’60), i Grateful Dead meritano un posto di primissimo piano per quello che hanno rappresentato, se non altro in termini di immagine.
In quel periodo il rock psichedelico aveva creato negli Stati Uniti un vero e proprio stile di vita, che ebbe la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.ruid.com/photos/show/ilmala/45925"><img src="http://it.ruid.com/photos/medium/45925-w2ep2c1ahnmkrgxpmj92.jpg" alt="Skeletons" /></a></p>
<p>Grareful Dead (U.S,A. – 1967)</p>
<p>Nel periodo di Massimo splendore del rock (fine anni ’60), i <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a> meritano un posto di primissimo piano per quello che hanno rappresentato, se non altro in termini di immagine.</p>
<p>In quel periodo il <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/rock-psichedelico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con rock psichedelico">rock psichedelico</a> aveva creato negli Stati Uniti un vero e proprio stile di vita, che ebbe la sua massima espressione nella “Summer of Love” del 1969 e, con sequenzialmente, con il concerto di Woodstock. Gli appassionati del genere erano anche sostenitori di uno stile di vita completamente privo di schemi e conformismi, in pace con loro stessi e con il resto del mondo, tutto questo era condito da un massiccio utilizzo di droghe. In questo contesto i <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a> furono il gruppo più rappresentativo, dal momento che attorno a loro si era fondata una schiera di seguaci che li seguiva in ogni tappa dei loro interminabili tour, vivendo tutti assieme in una completa libertà tutta loro.</p>
<p>E’comunque limitativo per i <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a> non parlare della loro musica: nella discografia il primo album a spiccare è il loro secondo lavoro, “Anthem of the Sun”, che a mio parere è il migliore della loro produzione. Il genere è <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/rock-psichedelico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con rock psichedelico">rock psichedelico</a>, niente di più, niente di meno: le chitarre vengono lasciate libere di sbizzarrirsi fino a quasi prendere una forma propria; è sicuramente un disco fuori dagli schemi, ma il risultato è veramente grandioso.</p>
<p>“<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/aoxomoxoa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Aoxomoxoa">Aoxomoxoa</a>” è il loro terzo album, e tra quelli da studio è ritenuto da critica e pubblico il loro maggiore successo; lo stile ricalca il precedente, ma è un lavoro un po’meno selvaggio e più rispettoso dei canoni musicali (si fa per dire&#8230;); è, comunque, un altro ottimo disco.</p>
<p>Continuando con la discografia è necessario che io faccia un’eccezione: tendenzialmente cerco di non parlare dei live, dal momento che le emozioni che danno sono troppo soggettive; parlando dei <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a>, però, non è possibile non citare “Live Dead” del 1969, album che esula completamente dai lavori di studio, date le continue e cervellotiche sperimentazioni che condiscono questo lavoro; da molti è considerato il miglio album live della storia; sicuramente è uno dei più originali.</p>
<p>Una volta arrivati all’apice della loro carriera, però, non seppero confermare gli ottimi risultati nel decennio successivo: il <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/rock-psichedelico/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con rock psichedelico">rock psichedelico</a> perse completamente di interesse, e lo stile di vita della “Summer of Love” iniziò a non avere più senso. Il gruppo produsse dei lavori tutt’altro che negativi, ma per qualcosa di veramente notevole bisogna arrivare al 1975, con “Blues for Allah”, ottimo lavoro da studio che conserva la parte creativa sperimentale che ha reso celebre il gruppo, ma ormai era diventato il folk a fare la parte del leone nelle composizioni della band.</p>
<p>Il 1977 è l’anno del loro ultimo album da studio; per il resto furono ristampate tonnellate e tonnellate di live, tanto per testimoniare la loro intensa attività dal vivo.</p>
<p>Nel 1995 la morte del padre putativo dei <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a>, <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/jerry-garcia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Jerry Garcia">Jerry Garcia</a>, mise la parola fine al gruppo.</p>
<p>Un’ultima citazione la merita il loro particolarissimo senso per il comico mischiato col <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/macabro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con macabro">macabro</a>, che si esprime nelle loro particolarissime copertine, dove invece che esseri mani appaiono scheletri intenti a fare azioni perfettamente quotidiane.</p>
<p>Sicuramente non sono passati inosservati.</p>
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		<title>Il Rock psichedelico dei Jefferson Airplane</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 13:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
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Jefferson Airplane (U.S.A. – 1966)
Assieme ai Grateful Dead il gruppo per eccellenza del rock psichedelico; nessuno come questi due gruppi è riuscito a rappresentare una parte sensibilmente grossa degli Stati Uniti di fine anni ’60, volta alla continua ricerca della pace ed allo stesso tempo alla cultura dell’eccesso. Se è vero che i Grateful Dead [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ruid.com/photos/show/ilmala/45073"><img src="http://www.ruid.com/photos/medium/45073-jndf442yk1r31bxga33y.jpg" alt="jeffersonairplane_surrealisticpillow" /></a></p>
<p><a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/jefferson-airplane/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Jefferson Airplane">Jefferson Airplane</a> (U.S.A. – 1966)</p>
<p>Assieme ai <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a> il gruppo per eccellenza del rock psichedelico; nessuno come questi due gruppi è riuscito a rappresentare una parte sensibilmente grossa degli Stati Uniti di fine anni ’60, volta alla continua ricerca della pace ed allo stesso tempo alla cultura dell’eccesso. Se è vero che i <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grateful-dead/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grateful Dead">Grateful Dead</a> nel modo di approcciarsi alla musica possano definire la band in effetti più rappresentativa di questo movimento (vedremo come saranno le loro attività <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/live/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Live">live</a>), bisogna però dire che le canzoni simbolo dell’epoca appartengono di Jeffeson Airplane.<br />
L’album che contiene questi brani simbolo, e che sintetizza alla perfezione le peculiarità del gruppo, è il loro secondo “Surrealistic Pillow”, che a buon diritto si può considerare uno degli album simbolo del rock in generale. Il loro genere rispecchia perfettamente i canoni del rock psichedelico, quindi ritmi generalmente rilassati, e libero sfogo alla <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/chitarra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con chitarra">chitarra</a>, ma quello che colpisce di più sono sicuramente le tematiche trattate, rivolte a dare un messaggio che si potrebbe interpretare più o meno come: “Fate l’amore, non fate la guerra, e già che ci siete&#8230; drogatevi”; altro elemento di risalto è la voce di <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/grace-slick/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Grace Slick">Grace Slick</a>. Le canzoni che abbiamo detto essere simbolo del rock psichedelico e del movimento ad esso legato sono “Somebody to Love” e “White Rabbit”, che rimarranno sicuramente i loro singoli di maggior successo ed il loro apice artistico.<br />
Dopo aver creato un polverone ed essersi fatti notare dal mondo intero, il gruppo produsse altri quattro album da studio, tutti sullo stesso loro stile e tutti piuttosto gradevoli all’ascolto; tra questi merita una citazione l’ultimo “Long John Silver” del 1972, che riprende più fortunatamente che i precedenti anche le tematiche musicali tipiche del folk blues. Negli anni a seguire, sotto il nome di <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/jefferson-airplane/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Jefferson Airplane">Jefferson Airplane</a> il gruppo produsse soltanto un altro album da studio nel 1989, per giunta piuttosto bruttino.<br />
Quello che accadde è che il gruppo decise di darsi una rinnovata generale, e per questo cambiò pure nome, chiamandosi Jefferson Starship; tale rinnovamento musicale è stato probabilmente dovuto dal fatto che il rock psichedelico aveva smesso di suscitare interesse e scalpore, per cui le nuove tematiche musicali della band furono più varie e complesse, spaziando dal jazz al folk; il risultato è il loro interessante album di esordio “Blows Against Empire” e l’apice fu toccato col loro terzo, eccezionale, “Octopus”, sicuramente a livello compositivo il punto più alto della carriera dei Jefferson. Da qui iniziò una netta involuzione, che portò il gruppo ad una netta e scadente svolta verso il pop.<br />
Col passare degli anni cambiarono ancora nome, oltre che formazione, ma questa è sempre stata una loro costante; questa volta si chiamarono semplicemente Starship, per poi ritornare Jefferson Starship, ma i legami con “Surrealistic Pillow” sono assolutamente nulli. Purtroppo sono stati anche loro risucchiati da quello show business che sempre avevano cercato di evitare.</p>
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