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	<title>Antologia Rock &#187; the killers</title>
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	<description>L'antologia del Rock</description>
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		<title>Il rock in stile britannico degli americani The Killers</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.antologiarock.it/blog/2009/09/17/killers/samstowncover/' rel="attachment wp-att-325"><img src="http://www.antologiarock.it/files/2009/09/samstowncover-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-325" /></a></p>
<p>The Killers (U.S.A. – 2004)</p>
<p> Se devo scommettere su chi sarà il gruppo che riempirà gli stadi nel prossimo decennio, la mia puntata è sui The Killers.</p>
<p>Quando nella prima metà del 2000 il britpop cominciò a perdere di interesse, abbiamo già visto con i Coldplay che la scena musicale decise di creare un bivio: rallentare il tutto, oppure accelerarlo, con l’aggiunta di un po’di elettronica. In entrambi i casi, in questo periodo storico nascono tonnellate di gruppi, molti dei quali anche piuttosto validi, e coloro che hanno il &#8220;merito&#8221; di nascere nel Regno Unito vengono pompati fino all’inverosimile. </p>
<p>Questa introduzione può apparentemente stonare se relazionata ad un gruppo americano, ma il valore dei The Killers è talmente elevato che la stampa britannica decise quasi di attribuirgli la cittadinanza inglese honoris causa. A parte gli scherzi, il loro sound è incredibilmente british, tanto che ha senso considerarli come la logica continuazione del britpop.</p>
<p>“Hot Fuss” è il loro disco di esordio, e sicuramente è uno dei più begli album dell’ultimo decennio: il rock proposto, pur non essendo estremamente elaborato, è molto energico, ma allo stesso tempo melodico, e rispecchia tutte le caratteristiche dell’indie, inteso come britpop accelerato. </p>
<p>Visto che in questi anni va di moda l’album che rimane facilmente impresso nella mente, i The Killers centrarono perfettamente il bersaglio anche col secondo “Sam’s Town”, dedicato alla loro città, Las Vegas, per evidenziare il fatto che comunque loro non sono inglesi; si tratta di un eccellente seguito all’esordio. Musicalmente non si distacca moltissimo, ed il risultato è sempre qualcosa di molto gradevole.</p>
<p>Il gruppo è ancora in pienissima attività, e dopo la raccolta di inediti “Sawdust” considerabile poco più di uno spiacevole incidente di percorso, la band esce nel 2008 con &#8220;Day &amp; Age&#8221;; il disco è piuttosto bello e gradevole all&#8217;ascolto, ma la band abbandona quel sound loro originale, in favore di un pop rock più di massa, sebbene stiamo parlando di un disco piuttosto ben riuscito. Per quanto riguarda il futuro, i presupposti per vincere la mia personalissima scommessa ci sono tutti, a tal punto che non so se si tratti propriamente di una scommessa o una battaglia già vinta; sta a loro l&#8217;abilità di rimanere su questi altissimi livelli.</p>
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