Toto – Africa

Meravigliosa canzone, che personalmente considero il singolo meglio riuscito dei , contenuta nel loro miglior disco: “”. Uno dei pezzi inspiegabilmente messi in secondo piano dai puristi del rock, magari perchè ritenuto troppo “poppeggiante”; il discorso mi interessa poco: lo ritengo uno dei pezzi migliori della storia del rock.

I Toto ed il neo-progressive

(U.S.A. – 1978)

Un ottimo esempio di come far rock valido dal punto di vista qualitativo e commerciale. Musicalmente i sono definibili in quella scena neo-progressive che vede come protagoniste assolute le tastiere, e spesso e volentieri strizza l’occhio al pop.

L’omonimo album di esordio è veramente eccezionale: il singolo “Hold the Line” diventerà presto una delle più famose canzoni della nuova era del rock: pur essendo commercialmente di facile ascolto, dal punto di vista della composizione è davvero valida, e lo stesso discorso lo si può fare per tutto l’album. Particolare attenzione la meritano i 2 leader della band: i fratelli Steve e Jeff , rispettivamente tastierista e batterista della band.

Se l’esordio era stato col botto, il successivo “” non è assolutamente da meno. Il singolo di successo stavolta è “99”, ed anche in questo caso è bene sottolineare il lavoro dei fratelli ; a differenza della maggior parte dei gruppi che scelgono come riff la chitarra, in questo caso lo strumento che emerge di più è la tastiera.

Nel 1982, con il quarto “”, il gruppo raggiunge il punto più alto della sua carriera: in questo disco c’è la maggior parte dei pezzi meglio riusciti del gruppo, in particolare i bellissimi singoli “Rosanna” e “”. Questo fu l’album della definitiva consacrazione: sia che li si vedeva come neo-progressive, sia che li si vedeva come pop, i erano diventati protagonisti assoluti del periodo che va tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Il disco, però, rappresentò anche il punto di partenza di una lenta discesa che li portò fino al 1992 a produrre altri quattro album decisamente poco interessanti. La colpa principale potrebbe essere data al fatto che la band dovette (o volle) cambiare cantanti in continuazione, fino ad arrivare a tenersi alla voce il chitarrista Steve Lukather. In realtà questa è una aggravante, più che altro il sound del gruppo negli ultimi anni si fece veramente stanco.

Nel 1992 accadde un fatto che peggiorò ulteriormente la situazione: Jeff , tuttora ritenuto uno dei migliori batteristi della storia, morì a causa di un arresto cardiaco. Il gruppo decise di andare ugualmente avanti, ma i lavori da studio riscossero sempre meno interesse sia in Europa, sia negli Stati Uniti; come per molti altri gruppi pop / neo-progressive, il successo lo continuano ad avere in Giappone. Di questa seconda metà della loro carriera merita comunque una citazione “Through the looking Glass” del 2002: un divertentissimo e riuscitissimo album di cover. In realtà sembra il massimo che adesso oossono fare, ma il loro successo non è stato poi così indifferente.