De De Lind – Indietro nel tempo

Gruppo veramente di nicchia, i De De Lind fanno parte di quel calderone d’oro che è la scena progressive italiana di inizio anni ’70. La band, purtroppo, è autrice di un unico, fantastico, album, dall’improbabile nome: “Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò uomo è il nome che mi han dato”. Il disco, che possiamo racchiudere in un progressive di stile classico, è stato ingiustamente messo in sordina, complice probabilmente la tantissima scelta di prodotti che c’era in quel periodo, relativamente al genere della band. Grandissimo disco, imprescindibile per gli amanti del progressive italiano, ma anche per tutti gli amanti del rock in generale.

Alusa Fallax – per iniziare una vita

Ennesimo eccellente esempio di progressive rock made in Italy; gli Alusa Fallax sono un altro di quei gruppi della scena che, purtroppo, si è limitato a pubblicare un unico album, chiamato “Intorno alla mia cattiva educazione”, del 1974; il genere proposto è un progressive di stile classico, ma con alcuni richiami al sinfonico, e, come tantissimi dischi italiani dell’epoca, è un lavoro estremamente interessante. Complimenti, peccato il progetto sia durato solo un anno.

Acqua Fragile – Morning Comes

Mi sbilancio: uno dei migliori gruppi italiani nella storia; anzi, paragonando la quantità di album (purtroppo solo 2) e la loro qualità, ci troviamo davanti ad un gruppo semplicemente fenomenale, grandissimo esempio di progressive italiano che regge il paragone con i nomi più noti, e nella maggior parte dei casi vince addirittura il confronto. Gran parte del merito è della splendida voce di Bernardo Lanzetti, leader della band, e che poi andrà a far parte per un po’di tempo della PFM. La canzone proviene dal loro favoloso album di esordio. Gruppo imperdibile.

Alphataurus – Ombra Muta

Ennesimo esempio di eccellente album progressive in puro stile italiano. La canzone deriva dal loro, purtroppo, unico disco omonimo del 1973. Non sto a scomodare la parola pietra miliare, ma non ci siamo lontani. Assolutamente parte integrante della discografia di ogni amante del progressive italiano, consigliatissimo l’ascolto comunque per tutti gli amanti del rock, a prescindere dal genere. Peccato che anche in questo caso sia finito tutto così presto.