I Buzzcocks al Tunnel di Milano il 28 gennaio

BuzzcocksArrivano in Italia i Buzzcocks, famoso gruppo inglese, che terranno un concerto al Tunnel di Milano il 28 gennaio 2010.

Divenuti famosi in Inghilterra negli anni ’70, insieme ai Sex Pistols, ai Clash, ai Ramones, dettero una svolta alla musica punk, fondando il Pop-Punk e  trattando temi tabù per l’epoca, come il sesso e la droga.

Nel 2006 hanno pubblicato il loro ultimo lavoro discografico, ottavo della serie,  Flat-Pack Philosophy. I primi tre storici album della band, raccolti in un  doppio cd, sono usciti nel 2008.

Ingresso 15 euro + prevendita

Il punk americano dei Ramones

Ramones (U.S.A. – 1976)

Se dopo aver parlato dei Kiss mi sarò beccato qualche insulto, penso che per i Ramones me ne posso prendere ancora di più.

A loro va dato il merito di aver stravolto il modo di fare musica e l’impatto socio-culturale che hanno dato è stato semplicemente devastante; rimane che quello che hanno proposto mi sembra a dir poco trascurabile.

Il genere in questione è il punk, la provenienza (estremamente importante) gli Stati Uniti.

Il loro omonimo esordio è stato forse il primo manifesto di questo genere musicale e soprattutto di quel movimento che verrà poi riadattato in maniera molto più estrema nel Regno Unito dai Sex Pistols; la band manifesta come mai nessuno prima un disagio sociale ed un desiderio di protesta delle classi povere. La rabbia ce si percepisce nel disco era già stata proposta qualche anno prima dagli Stooges, ma la ribellione ai canoni formali della società borghese viene estremizzata come non mai. Musicalmente parlando l’album, soprattutto se ascoltato nella versione originale è davvero brutto: probabilmente è quello che volevano, ma rimane comunque un lavoro scadente, semplice, schematico, basato su un riff elementare che emergerà per tutta la durata del disco, e soprattutto registrato in una maniera davvero inascoltabile. Generalmente questo disco viene considerato un capolavoro; io credo di essere stato abbastanza chiaro su come la penso personalmente.

Il successo ottenuto fece sì che i Ramones continuassero su questo stesso genere, producendo una quantità di album industriale, tra i quali emergono “Rocket to Russia” del 1977 e “Pleasant Dreams” del 1981, se non altro sono i due episodi più divertenti ed ironici della carriera della band.

Negli anni ’80 e per la prima metà degli anni ’90 i dischi prodotti si fanno notare solo per qualche singolo proposto; i suoni sono molto più orecchiabili e (diciamo la verità…) commerciali. Sono album ascoltabili, ma a livello artistico non c’è niente di speciale.

Dal 1995 in poi, la morte iniziò ad avere il sopravvento sui progetti del gruppo: Joy, John e Dee Dee Ramone (tutti i componenti che hanno fatto parte del gruppo assumevano questo cognome) morirono a poco tempo di distanza l’uno dall’altro. La morte non fece altro che accrescere quell’alone di mitico che ha avuto la band; come già detto, penso che fuori dal loro contesto sociale, di musicalmente valido abbiano fatto veramente poco.