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	<title>Antologia Rock &#187; no line on the horizon</title>
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	<description>L'antologia del Rock</description>
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		<title>La New Wave e gli U2: uno dei migliori gruppi del Rock moderno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 21:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
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<p>U2 (Irlanda – 1980)</p>
<p>Cerchiobottisti. Per vari motivi gli U2 sono probabilmente il gruppo che nella storia è riuscito ad accontentare il maggior numero di persone, anche coloro che sono ultra-fedeli ad altre correnti musicali. Merito principale va sicuramente attribuito alla loro musica: un rock leggero, ma allo stesso tempo incisivo, che vede protagonisti gli ottimi strumentisti della band, in particolare il chitarrista The Edge, ma soprattutto per la voce di Bono. In aggiunta a questo aspetto tecnico, va sicuramente a vantaggio del gruppo il carisma e l’impegno extra-musicale del cantante.</p>
<p>Incredibilmente, però, non tutta la loro carriera fu sulla cresta dell’onda: l’esordio “Boy” fa vedere che la band ha una sua personalità molto ben definita; questo tuttavia non bastò per il successo planetario, il disco venne più che altro visto come un lavoro che necessitava di una ulteriore conferma; personalmente, comunque, lo ritengo uno dei migliori lavori della band. </p>
<p>La consacrazione definitiva, però, arrivò nel 1983, col terzo album “War”: “Sunday Bloody Sunday” e “New Years Day” sono i primi successi di livello mondiale della band, che aveva definitivamente acquisito una sua personalità; il disco è più leggero e di facile ascolto dei precedenti, e gli strumentisti iniziarono a ritagliarsi i loro meritati spazi. </p>
<p>Il successivo “The Unforgettable Fire” conferma il grande successo di pubblico del precedente, ma qualitativamente è sicuramente inferiore; tuttavia è il successo di questo disco che conferma che la band è entrata in maniera definitiva nella storia del rock.</p>
<p>Il passaggio dalla storia all’olimpo del rock il gruppo lo fece nel 1987: “The Joshua Tree” è il disco che mette a tacere tutti, una vera e propria pietra miliare della musica e sicuramente il punto più alto della loro carriera. Questo è il disco in cui The Edge riuscì a dare il meglio di sé: “Where the Streets Have No Name” e “With or Without You” rappresentano sicuramente l’apice del disco, ma gli spunti degni di interesse sono comunque davvero tanti.</p>
<p>Dopo che Bono e compagni raggiunsero la consapevolezza di essere i migliori del loro tempo, nel 1991 fu il momento del settimo album: “Achtung Baby”, altra pietra miliare della musica. Raggiungere “The Joshua Tree” era francamente impossibile, ma riuscire a tenere degli standard così elevati è veramente un ottimo segno. Questo è da considerarsi come l’album con più sperimentazioni sonore del gruppo, e l’inizio di una seconda parte di carriera. I dischi successivi, infatti, presentano anche parti più “elettro-pop”, ma la maggior mescolanza di generi musicali è comunque presente in questo album.</p>
<p>Gli anni ’90 ed il nuovo millennio regalarono al gruppo dei successi commerciali che ebbero pochissimi precedenti nella storia, anche grazie all’impegno di Bono nel sociale; i lavori, però, sono meno interessanti, volti ad avere un impatto decisamente più immediato col grande pubblico, ma qualitativamente un po’scarsini, mentre nel 2009 &#8220;No Line on the Horizon&#8221; fa decisamente riacquistare la credibilità della band: si tratta di un ottimo album, con singoli probabilmente non destinati a raggiungere i livelli, per esempio, di &#8220;One&#8221;, ma nella sua interezza si tratta decisamente di uno dei lavori meglio riusciti.</p>
<p>Se siano stati definitivamente risucchiati dal vortice del music business non lo so, se torneranno a raggiungere i picchi qualitativi di 20 anni fa lo trovo difficile (&#8220;The Joshua Tree&#8221; fa parte di quella categoria di album irraggiungibili), ma il gruppo è vivo e vegeto, e si vede; dopo tutti questi anni, complimenti.</p>
<p>Ad ogni modo, di cose buone ne hanno già fatte tante.</p>
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