L’altra faccia del Krautrock: gli Amon Duul II

(Germania – 1969)

Bentornati nel mondo del krautrock.
Ribadisco per l’ennesima volta che l’unica spiegazione plausibile che riesco a trovare per cui nessun gruppo tedesco tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 non sia considerato come fondamentale nel rock è per la xenofobia della stampa inglese. Abbiamo già visto che krautrock è una definizione molto elasica: prendendo come paragone un gruppo di cui ho già parlato, i Neu!, vediamo che mentre questi sono più essenziali e minimalisti, gli Amon Duul II prediligono una sperimentazione più in stile rock psichedelico americano; inoltre, hanno avuto una carriera più lunga, per cui è necessario vedere le varie sfaccettature.

L’esordio del gruppo, nato a Monaco di Baviera da una serie di vicissitudini succedute all’interno di una comune, ha un titolo quanto mai emblematico: “Phallus Dei” (per chi non sa il latino consiglio di andare a vedere la traduzione). Il risultato è fantastico: un rock psichedelico interpretato in maniera piuttosto esoterica, con larghissimo spazio ad un’improvvisazione che dà all’album una atmosfera macabra.
Dopo un eccezionale esordio, il gruppo riesce a fare addirittura meglio con il seguente “Yeti”, che considero il loro miglior disco: l’album è meno macabro e più incentrato sulle abilità tecniche, rispetto al precedente, tanto che si può definire un eccellente progressive psichedelico, paragonabile addirittura ai primissimi Pink Floyd.
Dopo quese due grandissime opere, il grupo si tiene su livelli elevati ancora con il successivo “Tanz Der Lemminge”, che segue la falsa riga del precedente.
Col passare del tempo, la band decise di modificare il proprio sound, orientandosi verso un rock psichedelico più canonico, accostabile per esempio ai Jefferson Airplane (anche perchè trova sempre più spazio la voce femminile di Renate Knaup-Krotenschunz, che prima aveva prevalentemente il compito di rendere le atmosfere più “infernali”); i risultati, comunque, li trovo più interessanti di quanto il riscontro di pubblico abbia detto, soprattutto per quanto riguarda “Wolf City”, “Made in Germany”, e “Pyragony X”.
Nel 1981 il gruppo si sciolse, anche perchè negli ultimi anni le idee iniziarono a scarseggiare; nel 1993 tornarono all’attività con altri 5 album da studio (l’ultimo è del 2000), ma i risultati furono poco convincenti.

In definitiva, quale sia stata la colpa principale degli Amon Duul II per non essere considerati non dico tra i gruppi fondamentali del rock, ma almeno aver avuto più riconoscimenti dalla critica? il non essere nati nel Regno Unito, con l’aggravante di essere tedeschi.

Grobschnitt – Illegal

Adesso se mi volete seguire vi chiedo di rimanere concentrati: con i Grobschnitt torniamo nel Krautrock. Quello che propone la band è un genere che poco niente ha a che fare con i gruppi più famosi della Germania di inizio anni ’70. Ad un primo ascolto possono sembrare dei matti che, giocando con la cacofonia della loro lingua madre, propongono un sound burlesco non distante da quello che potrebbe fare, per esempio, Frank Zappa. Ad un ascolto un po’più attento, però, emerge il fatto che quanto proposto dalla band è un progressive piuttosto lineare, e per questo ben fatto. La canzone proviene dall’album “Illegal”, quello che forse è il loro meglio riuscito, e direi anche il più divertente ed umoristico. Da ascoltare, male che va rimarranno “solo” simpatici.

Birth Control – Gamma Ray

Ancora krautrock, sebbene anche in questo caso la definizione vale solamente per motivi geografici: i Birth Control sono una band tedesca di inizio anni ’70, che quindi è stata consequenzialmente catalogata come krautrock; più nello specifico, il gruppo è autore di un genere che oscilla tra un progressive molto duro, ma immediato, ed un hard rock piuttosto elaborato ma scorrevole. Le cose fatte dalla band sono ottime, sebbene è vero anche dire che gli scivoloni non sono stati pochi. la canzone proviene dal loro terzo “Hoodoo Man”, il loro più popolare, sebbene il loro meglio riuscito penso che sia il secondo “Operation”. Da prendere assolutamente in considerazione.

Amon Duul II – Stumbling Over Melted Moonlight

Canzone proveniente dal terzo album “Tanz der Lemminge” del 1971. In verità il gruppo non è completamente sconosciuto, è piuttosto un gruppo di culto di un genere di nicchia: il krautrock. La cosa bella è che il brano preso non fa neanche parte di quello che considero uno dei loro capolavori, la loro discografia comprende altri album estremamente interessanti, sebbene anche l’album in questione sia molto valido. Mi sbilancio: siamo ai livelli dei Velvet Underground.

Agitation Free – Ruckstur

Rimaniamo nel krautrock; anzi, in questo caso, finalmente, parliamo di un gruppo canonicamente krautrock, nel senso che appartiene a quel filone che segue gli insegnamenti di Tangerine Dream, Neu! e Kraftwerk, non distante dalla New Age, e dalla musica elettronica in generale. La canzone proviene dal loro disco di esordio, “Malesh”; che ci crediate o meno, è il loro album meno sperimentale e più orientato ad un pubblico di tipo “canonico”. In realtà li trovo interessanti, ma difficili da digerire per chi non ha già avuto esperienze con il mondo della “kosmiche musik”.

I Neu! ed il Krautrock

Neu! (Germania 1972)

Krautrock.

Certe espressioni sintetizzano perfettamente l’ignoranza e la chiusura mentale della stampa inglese; quando quest’ultima si trova a commentare un movimento musicale straniero, in particolare se tedesco, ecco che la loro poca attendibilità emerge immediatamente. Il termine krautrock è stato creato per circoscrivere, e soprattasso denigrare, quel movimento artistico musicale tedesco molto interessante che prese piede agli inizi degli anni ’70. In realtà in questo genere furono inseriti gruppi parecchio diversi tra di loro: tanto per fare un esempio, l’essere tedeschi era considerata una condizione sufficiente per cui una band al limite del progressive, come per esempio gli Amon Duul II venisse accostata ad un gruppo al limite dell’elettronica in stile Daft Punk, come i Kraftwerk. Proprio dai collaboratori di quest’ultima band, estremamente originale, ma lontana dai canoni prettamente rock, nacquero i Neu!

Il gruppo ebbe un periodo di attività piuttosto breve, ma forse fu il più rappresentativo di una scena estremamente ampia nella sua interezza, ma che comprendeva un nucleo di band dedito ad un rock minimalista, psichedelico, con sonorità rallentate e molto legate ai movimenti artistici decadenti del periodo.

L’album di esordio è talmente scarno e malinconico che potrebbe essere definito come un anticipo di quello che poi sarà il chill out. E’comunque il terzo disco, “Neu! ‘75”che per i suoni gelidi si fa notare più di tutti.

Il gruppo, dopo solo tre anni di attività ed altrettanti album all’attivo, decise di sciogliersi; i due membri della band continuarono con progetti caratterizzati da alti e bassi. “Neu! 4” del 1995 è soltanto una parentesi aperta ed immediatamente chiusa, che tra l’altro non riesce a riproporre quanto di bello avevano fatto nel pieno della loro attività.

Se è vero come è vero che i Neu!, come in generale nessun gruppo krautrock è considerabile come immortale, è comunque vergognoso il mobbing con il quale queste band sono state trattate per colpa della loro provenienza.

E’sicuramente una scena che avrebbe meritato molto più attenzione.