Adesso andiamo sul difficile: gli Yesterday’s Children sono un gruppo rock psichedelico americano autori di un unico, favoloso, disco: il loro omonimo del 1969. Purtroppo questo è tutto quello che si può dire sulla band: discografia breve, ma intensa!
Più che sconosciuti, dimenticati, eccessivamente dimenticati, o sottovalutati. Gli Zombies sono un formidabile gruppo rock di stile classico con fortissimi richiami allo psichedelico, attivo alla fine degli anni ’60, che vanta una discografia di tre album, integrata con una serie di raccolte. Tra questi dischi, non può non spiccare il terzo “Odessey & the Oracle” del 1968, il loro più grande successo, e riconosciuto universalmente come uno dei più begli album della storia. Chi li conosce non può non apprezzarli, almeno per quanto riguarda il disco in questione, per gli altri: assolutamente da conoscere.
Gruppo americano di rock psichedelico, gli Ultimate Spinach vantano una discografia di 3 album; quello che vi propongo è un brano contenuto nel loro primo omonimo, che considererei il loro meglio riuscito, sebbene siano tutti e tre piuttosto interessanti. Gruppo non molto preso in considerazione, non mi riesco a spiegare il perchè, in quanto li ritengo piuttosto validi e gradevoli all’ascolto.
Pietra miliare della musica. gli United States of America hanno fatto un unico album di rock psichedelico in stile puramente americano: un capolavoro assoluto, per poi inspiegabilmente sparire. Non nascondo che penso che stiamo parlando di uno degli album più belli della storia, che non dovrebbe mancare in nessuna discografia che si rispetti. Godetevelo.
Può un gruppo fare un album che è una pietra miliare e poi improvvisamente sparire senza dare spiegazione? Si, può, ma non è il caso degli inglesi Quatermass, fantastica band di rock psichedelico-progressive-space e chi più ne ha più ne metta, autori di un unico omonimo disco, imperdibile per qualsiasi ascoltatore di rock. Dopo questo capolavoro datato 1970 la band sparì, per poi riapparire 20 anni dopo con un disco non all’altezza del predecessore. L’album da cui deriva la canzone, comunque più che consigliarlo, mi sento di obbligarlo.
Gruppo interessante e fuori dagli schemi gli inglesi Pentangle. Autori di un genere che si potrebbe definire progressive, ma che in realtà attinge moltissimo dal folk, la band si è contraddistinta per una discografia piuttosto piena, con parecchi spunti; in particolare mi riferisco al quarto “Cruel Sister”, da cui la canzone proposta. Sono volutamente di nicchia, ed in tutta sincerità a volte faccio fatica ad ascoltarli per lungo tempo, ma sono orignali ed interessanti.
Grandissimo gruppo, ingiustamente considerato tra le seconde leve del progressive psichedelico; in effetti è questa la collocazione che si addice ai Curved Air, gruppo che oscilla, appunto, tra il rock psichedelico in stile americano (leggasi voce femminile) ed il progressive, strizzando l’occhio alla scena di Canterbury. La canzone proviene da quel capolavoro inspiegabilmente sottovalutato che è il loro quarto album “Air Cut” 1973. Per chi non li conoscesse, acquisto obbligatorio.
Gran bel gruppo inglese, autori purtroppo di due soli album; la canzone che propongo è contenuta nel secondo “Changes”, molto bello al pari dell’omonimo esordio, entrambi fantastici esempi di rock psichedelico che, prendendo ad esempio i mostri sacri americani, prevede alla voce una donna, Anna Meek. Carriera breve, ma estremamente intensa ed interessante; per chi non li conoscesse, sono super consigliati.
E’davvero difficile parlare di un gruppo che non vuole far parlare di sé. In effetti, Ed Wynne, leader degli Ozric Tentacles, deve soffrire di quella malattia che in passato aveva già colpito altri artisti come, ad esempio, Captain Beefheart: davanti a lui c’è solo ed esclusivamente il suo progetto musicale, qualsiasi riscontro positivo di tipo commerciale altro non è che un ostacolo.
Le mie difficoltà si fanno ancora più grosse quando poi devo scegliere gli album da analizzare: i lavori da studio sono 17, ma in realtà potrebbero riassumersi tutti in un unico disco, lunghissimo, ma mai noioso.
Il genere proposto è sempre lo stesso: un rock psichedelico che prende qualche spunto dal progressive; tutti gli album sono rigorosamente strumentali e risentono di un massiccio, quanto mai azzeccato, utilizzo dell’elettronica. Le minime differenze che si possono trovare mi fanno dire che in alcuni album prevale la parte rock, in altri quella elettronica, ma alla fine sono tutti parte di un unico, inscindibile, processo.
Facendo uno sforzo possiamo dire che i momenti più notevoli il gruppo li ha avuti col secondo “Tantric Obstacles” del 1985, nel quale si può notare una certa prevalenza delle parti elettroniche; altro lavoro che si fa notare è il settimo “Erpland” del 1990, che è anche il secondo disco prodotto in formato CD. Nella copertina del disco compare il personaggio di Erp, una specie di folletto che poi comparirà nella maggior parte degli album successivi; questo lavoro rappresenta probabilmente il punto più alto del gruppo, quello in cui c’è la miglior combinazione tra rock ed elettronica, molto ben riuscita anche in altri lavori, tra i quali vale la pena citare “Jurassic Shift” del 1993 e “Spirals in Hyperspace” del 2004.
Il gruppo è ancora in attività, l’ultimo album si chiama “The Yum Yum Tre” del 2009: la logica conseguenza dei precedenti.
L’avversione fisiologica del gruppo e del suo leader alle esigenze commerciali ha fatto sì che la band non avesse quella notorietà che tutto sommato meriterebbe. E’ comunque necessario sottolineare che diamo di fronte ad uno dei gruppi più originali dei nostri tempi.
Gruppo estremamente di nicchia, ma piuttosto valido, ed apprezzato dagli amanti del genere. La band è autrice di un rock psichedelico di impatto non immediato, complici i leader: il cantante Mike Patto, e soprattutto il chitarrista Ollie Halsall, quest’ultimo in particolare autore di una sperimentazione a tratti addirittura eccessivamente avanguardistica. La canzone proviene dal primo, e direi meglio riuscito, di tre album, tutti comunque piuttosto validi. Imperdibili per gli amanti dello psichedelico estremo, per gli altri, comunque qualcosa di originale.