Grandfunk Railroad – Gimme Shelter

Eccezionale cover dei Grandfunk Railroad di un super classico degli Stones; la canzone è contenuta nell’eccezionale “Survival 1971″, e questa cover, reinterpretata in una maniera veramente meravigliosa, ne è la cigliegina sulla torta. Sicuramente una delle cover meglio riuscita nella storia, di una band particolarmente portata per le cover.

La massima espressione del Glam Metal: i Guns ‘n Roses

Guns ‘n Roses (U.S.A. – 1987)

Ci sono dei rarissimi casi in cui una band si presenta al pubblico con un album di esordio pari ad una bomba atomica, e con soli tre album stravolga il panorama musicale mondiale, per poi sparire nel nulla. Questa, in estrema sintesi, la storia dei Guns’n Roses, gruppo leader del movimento Glam Metal tanto in voga alla fine degli anni ’80. La band infatti rispecchia alla perfezione le caratteristiche del genere, esaltati dalla cultura dell’eccesso e del superfluo; musicalmente, però, sono piuttosto orecchiabili, per cui gli risultò piuttosto facile attrarre anche chi fino a quel momento era fuori da questo movimento.

L’esordio “Appetite for Destruction” è sicuramente uno dei lavori meglio riusciti di tutti gli anni ’80, ed il successo commerciale fu immediato e di livello planetario; il merito va dato sia alla carismatica voce, sia alla presenza del leader Axel Roses, ma anche, e direi soprattutto, alla capacità del chitarrista Slash di tirar fuori riff originalissimi ed allo stesso tempo orecchiabili: è sicuramente la chitarra la vera protagonista dell’album. Il successo del gruppo ebbe anche il merito di sdoganare definitivamente il genere Glam Metal al grandissimo pubblico.

Quattro anni dopo arrivò il lavoro successivo, ma tanta attesa fu soddisfatta e con gli interessi: “Use Your Illusion” è un album diviso in due volumi, e per entrambi il risultato è veramente eccezionale: la voce di Axel Rose acquista ancora più personalità, Slash tira fuori altri ottimi riff di chitarra a getto e, tanto per fare felici tutti, sono presenti anche delle straordinarie ballate. Il gruppo, per quanto discusso dagli appassionati dei generi estremi del rock, ha acquistato una indiscutibile credibilità sia di critica sia di pubblico.

Tanto improvvisa fu l’ascesa, però, quanto rapido il calo. Dopo il doppio “Use Your Illusion”, il gruppo fece uscire un solo altro album da studio (“The Spaghetti Incident”), tra l’altro composto da cover punk rock e per giunta bruttino; dopo questo arrivò lo scioglimento.

Slash, col bassista Duff McKaegan ed il batterista Matt Sorin, dopo aver fatto una valanga di progetti paralleli di poco interesse, fondarono i Velvet Revolver, un gruppo discreto, ma troppo legato a quelle sonorità ungerground che ai giorni nostri non suscitano più molto interesse. Le infinite voci e tentativi di rifondazione ebbero la loro realizzazione nel 2008, con “Chinese Democracy”; in realtà del gruppo storico sono rimasti Axl Rose e, in parte, il tastierista Dizzy Reed. Ora, normalmente queste reunion sono un fallimento a priori; in questo caso, pur essendo lontanissimi dall’aver fatto un album buono, i Guns sono riusciti a fare quanto meno un album: mi limito a dire che ho visto reunion peggiori. Tornare ai fasti del passato è impensabile e, onestamente, fuori luogo; per quanto riguarda la loro discografia, però, bisogna dire che nel loro piccolo i Guns’ n Roses hanno fatto veramente tanto.

Dust – Ivory

Band di estrema nicchia, autori di un hard rock in stile inglese, pur essendo americani. Il gruppo si limitò, purtroppo, a due soli album, tra cui spicca nettamente il secondo “Hard attack”, da cui la canzone. Album estremamente consigliato per gli amanti dell’hard rock, per chi non li conosce potrebbero essere una piacevolissima sorpresa. Un’ultima cosa: tra i componenti del gruppo figura alla batteria quel Marc Bell, che poi diventerà Marky Ramone. Consigliatissimi.

Boston – More than a Feeling

Superclassico del rock. La canzone, una delle più belle e famose di sempre, appartiene a quel capolavoro che è l’album di esordio della band, che rimarrà su alti livelli, migliori di quelli che diranno le vendite, ma non riuscirà mai a raggiungere quest’apice, effettivamente difficile da raggiungere. Disco imprescindibile per tutto il rock.

Sir Lord Baltimore – Master Heartache

La risposta americana ai Black Sabbath, o, meglio, agli Uriah Heep. La canzone proviene da “Kingdom Come” del 1971, primo dei due album della band. A dire il vero penso che rispetto alla scena hard rock inglese siamo un attimino indietro, ma ciò non toglie che la band un’ascoltata la merita, magari anche qualcosa di più.

Tin House – Be Good and be Kind

Gruppo da discografie impolverate. Riuscire a trovare quest’unico album dei Tin House è una cosa più unica che rara, ma lo sforzo ne vale la pena, eccome. Il gruppo è autore di un hard rock estremamente energico e coinvolgente, l’album in questione è una pietra miliare, che purtroppo è passata praticamente inosservata. Consigliatissimi, acquisto quasi obbligato.