Gli Animals di Eric Burdon
(U.K. – 1964)
Una delle cose più belle della musica è che ognuno ha una propria percezione: non ci sarà mai qualcuno che ha ragione o torto in assoluto; l’effetto che mi danno gli Animals è quello di un gruppo “Buffo”: in un periodo in cui la musica britannica marca decisamente il suo territorio, tenendosi fuori da quella americana, arrivano Eric Burdon e soci, proponendo un rock blues di chiarissima matrice americana, salvo avere degli improvvisi cali di tensione e tirar fuori uno stile British che più British non si può, e se a ciò si aggiunge un look che li inchioda definitivamente come britannici, il risultato finale è veramente divertente.
Detto ciò, quello degli Animals è un blues interpretato in maniera veramente buona. L’omonimo disco di esordio è il riassunto di quanto detto in precedenza: il pezzo forte è “The House of the Rising Sun”, un capolavoro che può rientrare benissimo nel blues, ma anche nel rock più classico. Dopo un secondo album che malgrado il titolo “The Animals on Tour” è da studio, il gruppo se ne esce nel 1965 con quella che giudico la loro pietra miliare: “Animal Tracks”: il sound blues si fa più netto e deciso, lo stile british, che comunque mi aveva divertito, lascia il posto ad una presa di coscienza del gruppo, che rende il tutto veramente ben fatto; le canzoni “Club a Go Go” e “Don’t Let Me be Misunderstood” (che poi verrà rivisitata dai Santa Esmeralda, diventando un pezzo forte della disco music), sono brani gradevolissimi, esaltati dalla voce eccezionalmente carismatica del leader Eric Burdon.
I due dischi successivi sono gli ultimi a portare il nome di Animals; successivamente Burdon continuerà a cantare in un gruppo chiamato New Animals, dove ruotano una serie di musicisti, tra cui quell’ Andy Summers, che poi andrà a far parte dei Police; i risultati, comunque, furono tutt’altro che entusiasmanti. Quello che invece merita almeno un ascolto è un altro gruppo al quale andò a far parte Eric Burdon: i War, band molto orientata al blues e al funky.
Questo è quanto riguarda la discografia degli Animals, prima di terminare, una raccomandazione: penso mai come in questo caso la differenza tra la discografica del gruppo fatta per il Regno Unito e quella americana sia stata così sensibile quella britannica toglie molto dell’aggressività del gruppo, dando un sound decisamente più conservatore; in definitiva: consiglio caldamente di ascoltare quella americana. Quasi come se la musica non fosse qualcosa di universale.
