
Grand Funk Railroad (U.S.A. – 1969)
Il gruppo preferito di Homer Simpson.
Chi si presenta con queste credenziali non può passare inosservato nel panorama del rock. A parte gli scherzi, i Grand Funk Railroad, relativamente all’hard rock, sono una delle migliori risposte americane a quello che poi sarebbe diventato lo strapotere inglese.
Facendo il paragone tra i due paesi, la differenza dal punto di vista musicale è piuttosto netta e facile da individuare: gli inglesi sono molto più legati agli schemi del progressive, e per questo tengono sempre un occhio di riguardo alla tecnica e ai virtuosismi dei singoli elementi; gli americani, invece, hanno un approccio molto più diretto, ed i richiami sono molto più orientati al folk e a linee melodiche più semplici. Il confronto, se mai c’è stato, è stato stravinto dagli inglesi, tuttavia bisogna dire che qualcosa di buono è stato fatto anche oltre oceano.
“On Time” è l’album di esordio del gruppo: si tratta di un ottimo disco, ma le peculiarità del gruppo si devono ancora ben definire; il genere proposto, infatti, è ancora un po’troppo legato ad un classico folk americano, e l’elemento hard rock deve ancora uscire.
Col passare degli anni i suoni del gruppo si indurirono decisamente, e nel 1971 arriva il loro quarto album: “Survival”, l’apice della loro carriera. L’impatto sonoro proposto lascia a bocca aperta per quanto è diretto ed incisivo, sebbene, ad un ascolto un po’più attento, si nota che la band lascia sempre un certo spazio alle parti melodiche. La cover di “Gimme Shelter” dei Rolling Stones è la loro punta di diamante; la canzone viene stravolta, alzata di volume, distorta e velocizzata nelle parti di chitarra: il risultato è semplicemente eccezionale. La band diventa uno dei punti di riferimento degli “Easy Riders” americani.
I lavori successivi risultano sempre più che validi, ma è col settimo “We are an American Band” che il gruppo torna ad avere buoni responsi commerciali. Il disco in questione presenta dei suoni molto più alleggeriti e orientati al folk, rappresentando così un ben riuscito ritorno al passato, sebbene perda un po’di energia.
Il seguente “Shinin’On”è una nuova virata verso sonorità più dure: si tratta di un altro bell’album, dove spicca la bella cover di “Locomotion”.
Da questo momento iniziò una rapida discesa: nella metà degli anni ’70 il gruppo non seppe stare al passo con i tempi, ed il pubblico dimostrò di essere interessato ad altri generi, dall’heavy metal alla disco music.
Dopo il 1976 si gruppo si sciolse, per poi rifondarsi, risciogliersi ancora, e così via. La loro produzione discografica di quel periodo non lasciò una traccia sensibile. E’ giusto rendere al gruppo i meriti per una musica di alto impatto: complimenti ad Homer Simpson.