I Faith No More e Mike Patton

(U.S.A. – 1985)

Parlare dei è in realtà un modo per parlare del progetto più continuo di uno dei personaggi più geniali e sregolati (anche troppo) della storia del rock: .

Iniziando con la storia del gruppo, però, bisogna dire che il primo cantante è un certo Mike Morris, col quale il gruppo incise due album piuttosto carini, molto influenzati dal pop rock commerciale dell’epoca.

Nel 1989 arrivò il cambio di voce e di direzione: “The Real Thing”, pur legato al sound pop, è comunque un ottimo album grazie, soprattutto, all’eclettismo del loro nuovo leader; già qui si vede un certo distacco da quei canoni più commerciali, a favore di un avvicinamento ad un rock più veloce e ritmato che sarà poi prerogativa del seguente “Angel Dust”, indiscutibile fonte di ispirazione di quel genere definibile come , o direi piuttosto impropriamente, crossover. Con questi due termini si intende dire che si cercava di andare oltre a quei generi già esistenti quali quell’heavy metal senza compromessi, piuttosto che quel punk che troppo spesso toglieva spazio alle abilità dei musicisti. I gruppi che escono sotto l’etichetta “crossover”, fatte alcune eccezioni, si limitano ad essere per lo più band di adolescenti che vogliono andare oltre, non si sa esattamente oltre cosa e verso dove, ma comunque oltre.

I oltre che essere una delle eccezioni di questo genere, sono un gruppo che comunque segue una strada propria, senza preoccuparsi troppo degli schemi canonici.

Il seguente “King for a Day…Fool for a Lifetime” è la massima espressione della musica del gruppo; la loro musica, poco improntata al commerciale, è altamente innovativa e di avanguardia.

Dopo tre ottimi lavori, il gruppo esce nel 1997 con un altro lavoro non negativo, ma aveva oramai concentrato le sue forze sui suoi innumerevoli progetti paralleli, dalle innumerevoli sfaccettature: i Mr.Bungle, gruppo dal quale proveniva e col quale ha continuato a suonare, sono un gruppo rock alternativo che si rifà a quel filone sperimentale rumoristico che ha avuto i suoi massimi esponenti nei Pere Ubu o, ancora di più, in Frank Zappa e Captain Beefheart; nella loro discografia spiccano gli album “California” e soprattutto “Disco Volante”. Le altre band partorite dalla mente di , quali ad esempio i Fantomas o i Moonchild, oppure i suoi album solisti, più che dei progetti musicali, sembrano una valvola di sfogo di una personalità alquanto disturbata; l’album “Pranzo Oltranzista” ne è un chiarissimo esempio: la musica lasci il posto a versi e deliri senza un minimo rispetto per alcuna linea metrica.

Nel 2006, però, in un attimo di lucidità, se ne esce con quello che personalmente considero il suo miglior lavoro in assoluto, oltre che uno dei migliori album del nuovo millennio: “Peeping Tom” riprende parecchio le sonorità dei , integrate con alcune sperimentazioni in stile Mr.Bungle senza, però, sfociare nella cacofonia pura.

Per il resto, quello che ci si può aspettare da è tutto ed il contrario di tutto, ma mi sentirei di escludere un nuovo album con i . Ad ogni modo spero che la sua parte lucida abbia la meglio su quella delirante.