L’heavy metal americano dei Kiss
Kiss (U.S.A. – 1974)
Ok, sono pronto per la marea di insulti. Musicalmente parlando, nella storia della musica non riesco a trovare un gruppo più sopravvalutato dei Kiss, ma per quanto riguarda l’immagine di loro che sono riusciti a trasmettere e la pubblicità indiretta che hanno fatto all’heavy metal ed ai generi derivati, i Kiss sono un fenomeno quasi irraggiungibile.
Dal momento che devo parlare della discografia, sinceramente faccio fatica a trovare qualcosa di notevole nei primi tre album, se non qualche sporadico singolo come “Rock ‘n Roll All Night”.
Nel 1976 il loro primo album valido: “Destroyer”, pur non essendo niente di particolarmente elaborato è comunque in disco che si fa ascoltare molto bene, inaugurando quel genere che poi verrà classificato come glam. I personaggi che sono diventati i Kiss, maestri nel pubblicizzarsi grazie al make-up col quale appaiono, sembrano fatti apposta per questo tipo di musica apparentemente aggressiva, ma in realtà volta a conquistare il grande pubblico e piuttosto commerciali (ditemi voi cosa può avere a che fare con i metallari brutti e cattivi una canzone come “Beth”).
Gli album che seguono, compresi quelli solisti dei singoli componenti, contengono di interessante praticamente solo qualche singolo carino ed orecchiabile e poco di più, fino a quando si arriva nel 1979, anno di una piccola svolta: “Dinasty” è a mio parere il loro album da studio meglio riuscito, ma se lo si deve etichettare in un genere, più che metal è definibile come…disco music (anche a parere degli stessi fans). Il disco, comunque, è il più vivace e divertente del gruppo, e risulterà essere un successo planetario.
Gli album degli anni ’80 non si distaccano di una virgola dai precedenti, e per trovare qualcos’altro di valido bisogna fare un salto fino al 1992, anno in cui esce “Revenge”; in un periodo in cui il glam aveva iniziato a perdere di credibilità nell’ambiente underground, e l’heavy metal aveva iniziato a perdere d’interesse, i Kiss si presentano con il disco più duro della loro carriera, lasciando magari un po’meno spazio alla teatralità che sempre li ha contraddistinti, ma favorendo suoni più duri ed aggressivi.
Dopo “Revenge” il gruppo produsse altri due album da studio e continuò a fare parlare di sé per ciò che meglio gli è sempre riuscita: l’attività live tuttora in corso.
Come si è capito, penso che musicalmente i Kiss siano una band più che trascurabile, ma per chi vuole far parlare di sé, il consiglio è di cercare di carpire gli insegnamenti dei due leader Paul Stanley e Gene Simons.
