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	<title>Antologia Rock &#187; days of the future passed</title>
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	<description>L'antologia del Rock</description>
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		<title>Moody Bluse &#8211; Nights in White Satin</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 19:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classic Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Progressive Rock]]></category>
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Una delle mie canzoni preferite di sempre di uno dei miei album preferiti di sempre (&#8221;Days of the Future Passed&#8221;). Meraviglioso esempio di rock progressive di tipo sinfonico, punto fondamentale della storia del rock.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9muzyOd4Lh8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9muzyOd4Lh8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Una delle mie canzoni preferite di sempre di uno dei miei album preferiti di sempre (&#8221;<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/days-of-the-future-passed/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con days of the future passed">Days of the Future Passed</a>&#8221;). Meraviglioso esempio di rock <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a> di tipo sinfonico, punto fondamentale della storia del rock.</p>
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		<title>I Moody Blues e il rock sinfonico: gli albori del progressive</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 17:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico.malato</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[days of the future passed]]></category>
		<category><![CDATA[moody blues]]></category>
		<category><![CDATA[nights in white satin]]></category>
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Moody Blues (U.K. – 1965)
“Fonte di ispirazione” per le band che hanno fatto la storia del rock è una definizione che non mi sentirei di attribuire ai Moody Blues: loro SONO uno dei migliori gruppi della storia del rock.
Parlando della loro discografia, dopo un discreto esordio in puro stile beatlesiano, il gruppo si presenta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ruid.com/photos/show/ilmala/44758"><img src="http://www.ruid.com/photos/medium/44758-sd3zj866hbb46nfdxjxd.jpg" alt="S_A061101-02_The%20Moody%20Blues_In%20Search%20Of%20The%20Lost%20Chord" /></a></p>
<p><a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/moody-blues/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con moody blues">Moody Blues</a> (U.K. – 1965)</p>
<p>“Fonte di ispirazione” per le band che hanno fatto la storia del rock è una definizione che non mi sentirei di attribuire ai <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/moody-blues/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con moody blues">Moody Blues</a>: loro SONO uno dei migliori gruppi della storia del rock.<br />
Parlando della loro discografia, dopo un discreto esordio in puro stile beatlesiano, il gruppo si presenta con quel “<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/days-of-the-future-passed/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con days of the future passed">Days of the Future Passed</a>” che non può non essere considerato uno dei più begli album della storia del rock: negli anni futuri sono veramente pochissime le opere considero migliori di questa. Il genere qui proposto è quel rock orchestrale che ha dato poi il via al genere <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a>: la differenza tra un termine e l’altro la considero più teorica che altro, ma volendo cercare di definire i due campi, possiamo dire che nel rock orchestrale il rock si fonde con la musica classica, che appare in maniera preponderante, nel <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a>, invece, è la musica classica a stemperare le basi rok; fatta queste definizioni, voglio ancora sottolineare che rimangono fini a loro stesse, e di interesse pratico sono praticamente nulle, quello che conta è che questo album con prevalenza di musica classica orchestrale rispetto al rock è un capolavoro assoluto. “<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/nights-in-white-satin/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con nights in white satin">Nights in White Satin</a>” è il pezzo meglio riuscito, e rimarrà anche il loro pezzo più famoso, ma è tutto il disco, una spece di “concept album” su una giornata qualsiasi, a lasciare a bocca aperta.<br />
Il gruppo dimostra di essere un vulcano di idee anche col seguente “In Search of Lost Chord”, altro album eccezionale, giusto equilibrio tra i primi due. Qui manca la canzone destinata a rimanere nella scoria, ma il livello del disco è ancora elevatissimo.<br />
Arrivati a questo punto inizia, purtroppo, un ritorno alla normalità: “To our Children’s Children’s Children” è il quarto album e segna un cambiamento, dal momento in cui la musica sinfonica, prima protagonista assoluta, viene un po’abbandonata a favore di sonorità più <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a>, in particolare relazionabili ai Genesis; il risultato è un disco ancora più che buono, ma non un capolavoro come i due precedenti.<br />
Col passare degli anni il gruppo seguì quello che vedremo poi essere il cammino tipico delle band <a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a>: “Seventh Sojourn” del 1972 è un disco molto ben riuscito, ma molto più orecchiabile e di facile ascolto dei precedenti, e tendente ad un rock più classico; “Long Distance Voyager” del 1981 è il decimo lavoro da studio, e anche in questo caso il livello qualitativo è ancora piuttosto elevato; il gruppo si adatta alle sonorità dell’epoca, per cui l’album potrebbe essere catalogabile come neo-<a href="http://www.antologiarock.it/blog/tag/progressive/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con progressive">progressive</a>.<br />
Se fino a quel momento, nonostante il gruppo avesse diminuito la sua vena artistica, i risultati erano stati comunque piuttosto buoni, dopo “Long Distance Voyager” iniziò una caduta veramente fragorosa, a cominciare col successivo, orribile, “Present”, per poi andare avanti fino a “The Other Side of Life” del 1986, che nonostante un successo di pubblico relativamente buono, è la dimostrazione che il gruppo quello che doveva dare lo ha già dato.<br />
I restanti lavori (l’ultimo da studio è del 2003) sono stati completamente trascurati sia dal pubblico sia dalla critica, ed effettivamente il motivo è piuttosto chiaro.<br />
Fortunatamente, quanto di buono è stato fatto in passato, non potrà mai essere cancellato.</p>
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