I Love: fenomenale rock psichedelico
Love (U.S.A. – 1966)
Iniziamo con le band finite nel dimenticatoio e che io difendo a spada tratta; più avanti si vedranno altri gruppi semisconosciuti o dimenticati, tra tutti questi i Love sono quelli che difendo più alacremente.
Nel mondo del rock psichedelico, se si escludono i Pink Floyd che di psichedelico hanno solo gli esordi, e Jimi Hendrix, che però è catalogabile più come un artista sui generis, le band più famose sono i Grateful Dead, i Jefferson Airplane e, un po’distaccati, i Quicksilver Messenger Service. I miei personalissimi gusti musicali mi fanno mettere i Love su un piano superiore a tutti questi; prima di darmi del pazzo vi chiedo soltanto di ascoltare gli album che analizzerò.
Il primo disco di cui vale la pena parlare è il loro secondo lavoro, “Da Capo”: il genere proposto da questo gruppo capitanato dal chitarrista Arthur Lee è il tipico rock psichedelico americano della seconda metà degli anni ’60, sicuramente con meno sperimentazione rispetto ai Grateful Dead, ma con molta più attenzione per le parti melodiche ed acustiche. L’album è molto molto buono, ma il suo merito maggiore è quello di fare da apripista al successivo “Forever Changes”, sicuramente il punto più alto della loro discografia, un capolavoro assoluto dell’intera storia del rock. Le peculiarità del lavoro precedente vengono ulteriormente raffinate, e la chitarra di Arthur Lee è, come nella miglior tradizione del genere, un perfetto mezzo di trasporto per un viaggio verso un’altra dimensione.
Raggiunto l’apice compositivo, Arthur Lee si trova costretto a dover affrontare un completo cambio di formazione, ma il seguente “Four Sail”non sembra risentirne, rimanendo di altissimo livello. L’instabilità, però, inizia ad avere la meglio sul talento nei seguenti tre album, che non offrono spunti particolarmente rilevanti; l’unica citazione la merita “False Start” del 1970, nel quale si sente la forte presenza di un ospite di eccezione: Jimi Hendrix. Nel 1974 il gruppo si sciolse definitivamente.
Il perché la storia non si ricordi di questo gruppo, lo si deve probabilmente all’altissima instabilità della formazione e, ancora di più, al non aver dato seguito al loro progetto una volta finita l’epoca del rock psichedelico; i Jefferson Airplane con le loro mutazioni, insegnano che una band per poter sopravvivere deve offrire sempre qualcosa di cui parlare, positiva o negativa che sia. E’ triste, ma evidentemente è così.
