Grande attesa per il concerto degli Snapcase

snapcaseGli Snapcase sono una  americana nata nel 1989 a New York con il nome di Solid State; allora costituita  da giovanissimi (il chitarrista, il più piccolo del gruppo, aveva solo quindici anni, mentre il più grande aveva 19 anni),  erano riusciti a  raggiungere un grande successo all’inizio del nostro secolo, nonostante i numerosi abbandoni di alcuni musicisti del gruppo. Esponenti di una punk-hardcore molto energica e coinvolgente, saranno a ai Magazzini Generali il prossimo 3 luglio, per un’inaspettata riunione dei suoi componenti.

Affrettatevi ad acquistare i biglietti, che sono già in vendita al costo di 22.00 Euro + diritti di prevendita, presso i consueti circuiti.

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Un nuovo album per gli Iron Maiden

iron_maidenSarà un album tutto nuovo quello preannunciato dagli . Dal titolo “The Final Frontier”, il nuovo lavoro del gruppo uscirà a fine estate e sarà seguito da un lungo tour promozionale, che toccherà anche l’Italia con un’unica data, il 17 agosto a Codroipo (Ud) a Villa Manin.  Vengono, così, confermate le anticipazioni sull’uscita di un nuovo album del gruppo, fatte da  Bruce Dickinson, cantante e che fa parte della band fin dagli anni ’80. Sarà un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo questo gruppo inglese che ha venduto dall’ anno della sua fondazione, risalente al 1975, ad oggi circa 100 milioni di dischi  e che è una delle più note nell’ambito della heavy metal.

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Ultime repliche del musical dei Queen “We all rock you”

WWRY_0403lowVenerdì 12 marzo alle ore 21, sabato 13 marzo alle 17 e alle 21, domenica 14 marzo alle 17 al Teatro Brancaccio di si terranno le ultime repliche del rock musical “”, che nelle sue 75 repliche hanno riscosso uno strepitoso , testimoniato dalla “standing ovation” che ha salutato la fine di ogni rappresentazione.

A novembre 2010 il musical dei Queen, che ha riproposto  i maggiori successi di una delle  inglesi più famose di tutti i tempi, ritornerà sulla scena con un cast in parte rinnovato, per il quale saranno fissate a breve le audizioni  sul sito www.wewillrockyou-themusical.com.

Un cd con tutte le 24 canzoni dei Queen , cantate da interpreti italiani nel corso del musical , sarà pubblicato prossimamente.

” è scritto e diretto da Bern Elton, con la supervisione di Brian May e , chitarrista e batterista dei Queen.

Foto by Queen Theatrical Productions

I Liftiba di nuovo insieme

04LitfibaDopo 10 anni di separazione, i Liftiba ritornano insieme, per riproporre ai loro fan, che non li hanno mai dimenticati, il loro tutto italiano.

Nel 1999 era avvenuta la loro divisone e mentre Piero Pelù, cantante della band, aveva iniziato il suo percorso di cantante solista,  Ghigo Renzulli, , aveva continuato faticosamente  la sua strada nei Liftiba, insieme a Cabo e a Filippo Margheri.

In programma per il momento i seguenti  concerti:

13 Aprile ad Assago – Mediolanum Forum

16 Aprile a Firenze – Nelson Mandela Forum

19 Aprile a – Palalottomatica (già sold out)

21 Aprile ad Acireale – Palasport.


I Vision Divine il 6 febbraio 2010 all’Orvieto Rock Experience

visionLa prima tappa italiana del mondiale dei Vision Divine  sarà il 6 febbraio ad Orvieto, in occasione dell’Orvieto Rock  Experience.

La nota   metal, fondata in Toscana nel 1999 dal chitarrista Olaf Thorsen,  si fece notare già con il suo primo , il “Vision Divine” appunto,  che decretò il del gruppo, inossidabile nel tempo.

La manifestazione umbra si concluderà il 13 febbraio con una grande festa, che si terrà nella sala Expo, accompagnata dalla musica del grande chitarrista e compositore Gabriele Bellini, che ha già ricevuto molti premi dalla critica.

Foto by Visio Divine

I Rolling Stones: gruppo rock a 360 gradi

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(U.K. – 1964)

Il gruppo rock alternativo per eccellenza. Nella prima metà degli anni ’60, quando il rock aveva iniziato a prendere piede, questo genere negli Stati Uniti seguiva una classica linea ispirata al folk, nel Regno Unito si prediligevano le linee guida tracciate dai Beatles, e la tematica principalmente trattata era l’amore.
Quando uscì l’omonimo esordio dei , la reazione fu quella di un lampo che squarciò il cielo: per la prima volta il rock tirò fuori quell’immagine aggressiva, che da lì in poi diventò una delle caratteristiche principali del genere.
Musicalmente parlando si tratta di un lavoro molto graffiante, dove immediatamente emerge il talento dei due leader: il cantante Mick Jagger ed il chitarrista Keith ; la voce alta e quasi gridata del primo si sposa perfettamente con una distorsione della chitarra ce per i tempi aveva raggiunto livelli veramente estremi. Il lavoro, come molti dischi di esordio in quei tempi, è composto da 9 cover, e comprende una versione britannica ed una americana (fastidiosissima abitudine che il gruppo si porterà avanti diversi anni). Di per sé il lavoro non è male, ma nemmeno niente di particolarmente rilevante; la sua importanza, quello si, è data dal fatto che questo sarà il biglietto da visita di quella che poi sarà la loro carriera. La peculiarità che emerge è in un fatto particolarissimo: in quegli anni la scena musicale americana e quella britannica erano nettamente differenti: ci si mette pochissimi secondi a riconoscere la provenienza di una rock di quei tempi; i furono la prima a fare una musica di tipo trasversale, aprendo gli orizzonti di quella scena British che ha sempre avuto il limite enorme di essere estremamente chiusa. Nonostante questa peculiarità, è curioso vedere come le versioni americane dei loro dischi siano così differenti da quelle britanniche.
Nei successivi dischi, il gruppo sforna dei singoli destinati a rimanere nella storia, come “Everybody Needs Somebody to Love”, divenuto un vero e proprio tormentone grazie ai Blues Brothers, e soprattutto “Satisfaction”. Gli che li contengono, in verità, non sono granché; per arrivare alla consacrazione, anzi al vero e proprio capolavoro, bisogna passare ad “Aftermath”, che nella sua versione americana è un vero e proprio pezzo di . Qui c’è il definitivo stacco dal cordone ombelicale che aveva tenuto il gruppo in un certo senso attaccati sia ai Beatles, sia a Bob Dylan. Il rock qui proposto è aggressivo, atmosferico, senza mezzi compromessi; la canzone “Paint it Black” rappresenta il punto più alto della carriera artistica del gruppo. L’anno di uscita è il 1966, per cui sappiamo quale è il contesto in cui la si trova, ma questa volta veramente i hanno iniziato a candidarsi seriamente come il miglior gruppo della storia; a rimettere le gerarchie come prima, i Beatles sono dovuti uscire con “Sgt. Peppers”.
Il successivo “Between the Buttons”smentisce quanto detto prima: il sound qui proposto si rifà molto a quello contemporaneamente proposto da Beatles e Beach Boys. Il disco di per sé non è male, ma sembra avere meno personalità dei precedenti, per questo lo ritengo un leggero passo indietro, così come il sequente “Their Satanic Majesties Request”, che si ispirava un po’troppo al periodo esoterico beatlesiano.
Il seguente “Beggars Banquet”rappresenta di fatto un ritorno alle origini, e anticipa un altro capolavoro assoluto: “”, altra prova eccelsa del gruppo, che raggiunse così una seconda consacrazione.
Il seguente “Sticky Fingers” fu la conferma della seconda consacrazione, e dopo “Aftermath” è il lavoro meglio riuscito della . Il disco diventò a tutti gli effetti il simbolo del gruppo, a cominciare dalla copertina, la celeberrima “Tongue & Lip” di Andy Wharol; questo lavoro rappresenta, inoltre, l’apice artistico di Keith , che per tutto l’ sforna a getto continuo riff al vetriolo.
Arrivati al loro culmine, la inizia lentamente, ma inesorabilmente, con la discesa: i dischi successivi si fanno notare solamente per qualche singolo, come per esempio “Angie” o “Start me up”; l’unico veramente all’altezza del nome del gruppo è “Some Girls” del 1978.
Nel periodo sopra citato il genere proposto dal gruppo si sposta dapprima verso un rock classico di matrice americana, poi, verso un classico rock ‘n roll di matrice americana, poi, all’inizio degli anni ’80, lo spostamento verso il pop fu piuttosto netto, perdendo gran parte delle loro peculiarità artistiche. Negli anni ’90 la produsse poco materiale, ma comunque piuttosto notevole: “Voodo Lounge” rappresenta un bel ritorno ai vecchi fasti: sicuramente non è un capolavoro, ma è comunque un manifesto di vitalità. Negli anni seguenti i due prodotti da studio ottennero un relativo successo solo grazie al loro nome, ma in effetti non c’è niente di particolarmente notevole.
Tirando le somme, è difficile dare un giudizio secco sulla carriera dei : tre pietre miliari e almeno due eccellenti sono un risultato comunque invidiabile, ma se il tutto avviene in una carriera di oltre 40 anni, mi viene un attimo da ricredermi: non penso che siano un gruppo da podio nella , ma sicuramente sono da collocare in una ipotetica top ten.