Illustri sconosciuti

Captain Beyond – Dancing Madly Backwards (on a sea of air)

Quando si parla di gruppi che non hanno avuto il successo che avrebbero meritato, uno dei primissimi esempi che mi viene in mente sono i Captain Beyond; band capitanata dall’ex Deep Purple Rod Evans, il gruppo si limitò a produrre due eccellenti album, ed un terzo meno riuscito. La canzone in questione proviene dal primo omonimo album, che non mi vergogno a considerare un capolavoro, anche paragonandolo ai grandissimi nomi. Il primo ed il secondo disco della band sono obbligatori per chi ascolta hard rock, ma più in generale chiunque amante del rock non può non apprezzarli.

Barclay James Harvest – Taking Me Higher

Il progressive dei buoni. Questo, in estrema sintesi, è il sound che approprierei agli inglesi Barclay James Harvest. In effetti il sound del gruppo è un progressive di facilissimo ascolto e molto fluido. La canzone proviene da “Gone to Earth”, album del 1977, che considero il loro meglio riuscito. Riguardo alla band non ci si può limitare a commentare un video; serva piuttosto da anticipazione ad una band che considero affascinante.

Bachman Turner Overdrive – Not Fragile

Come spesso accade in questa sezione, non stiamo parlando di gruppi completamente sconosciuti, quanto magari di gruppi lasciati in secondo piano, o dimenticati. I canadesi Bachman Turner Overdrive, infatti, sono stati sempre apprezzati per la loro musica, ma lasciati un po’in sordina. La canzone proposta proviene dal loro terzo “Not Fragile”, eccellente disco rock tendente all’hard rock, e che considero il punto più alto della loro discografia, piuttosto densa e piena di spunti. Per chi non li conoscesse li consiglio, chi li conosce penso che non possa non concordare con me quando dico che ci troviamo davanti ad una gran bella band.

Alusa Fallax – per iniziare una vita

Ennesimo eccellente esempio di progressive rock made in Italy; gli Alusa Fallax sono un altro di quei gruppi della scena che, purtroppo, si è limitato a pubblicare un unico album, chiamato “Intorno alla mia cattiva educazione”, del 1974; il genere proposto è un progressive di stile classico, ma con alcuni richiami al sinfonico, e, come tantissimi dischi italiani dell’epoca, è un lavoro estremamente interessante. Complimenti, peccato il progetto sia durato solo un anno.

Golden Earring – From Heaven From Hell

Ci troviamo ancora in Olanda; i Golden Earring di attitudine hanno ben poco di olandese, e musicalmente oscillano tra un folk rock a tinte psichedeliche ed un progressive (meno) di impatto piuttosto semplice. La band si fa notare per una discografia piuttosto interessante; il pezzo che vi propongo proviene dall’album “Togheter” del 1972, che considero il loro meglio riuscito, anche se ad onor del vero non è il loro maggior successo commerciale, o il più apprezzato dalla stampa. Mi vien da dire che avrebbero meritato più considerazione

Cos – Postaeolian Train Robbery

Ecco un gruppo Belga che, come nella tradizione del paese, è piuttosto fortemente legato alla scena musicale francese, ma anche, perchè no, alla scena di Canterbury. I gruppi belgi non sono mai emersi, ma qualcosina (non tantissimo) di buono la si riesce comunque a trovare, come nel caso dei Cos, di cui vi propongo una canzone contenuta nel loro album di esordio “Postaeolian Train Robbery”, decisamente il migliore di una discografia che ha anche altre cose interessanti, ma anche qualche scivolone, soprattutto nelle parti troppo sperimentali. Comunque, un ascolto non glielo si nega assolutamente.

Triana – El Patio (Part 1/5)

Per quanto riguarda la scena musicale degli anni ’60 – ’70, in Spagna non si riesce a trovare moltissimo, un po’ per la situazione sociale particolarmente delicata dell’epoca, un po’ perchè la Spagna (e la lingua spagnola) ed il rock storicamente hanno avuto difficoltà ad andare d’accordo. Per quanto riguarda i Triana mi sento di fare un’eccezione (non è l’unica). La canzone proviene dal loro album di esordio, “El Patio”, ma nella discografia della band di spunti interessanti ce ne sono anche altri. Insomma, la scena spagnola non è il massimo, ma nemmeno disastrosa, meriterebbe un ulteriore approfondimento.

Solaris – Apokalipszis

Ancora est europeo, ed ancora Ungheria. I Solaris non sono la band ungherese più famosa (la gara se la aggiungono gli Omega), ma sono quelli che io ritengo più validi. Il gruppo è autore di un rock molto vivace, che richiama spesso allo space rock in stile Hawkwind, come dimostra la canzone, contenuta in quella pietra miliare che è “Marsbéli Krónikák”, il fiore all’occhiello di una discografia particolarmente ricca di spunti. Da ascoltare, assolutamente.

Kayak – See see the Sun

Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 la scena musicale olandese è attivissima, e poco presa in considerazione anche, e soprattutto, per colpa delle band stesse, completamente incapaci di valorizzarsi a livello commerciale. I Kayak sono tra le band più importanti della scena, ma, devo dire la verità, non sono tra i miei preferiti. La canzone proviene dal loro disco di esordio “See See the Sun”, album abbastanza ben riuscito, ma non

Omega – Omega – You Don’t Know (A Jövendőmondó)

Bentornati nella scena musicale dell’est europeo; abbiamo visto ciò che è successo nella ex Cecoslovacchia ed in Polonia; ora è il turno dell’Ungheria; se qualitativamente penso che le cose migliori provengano dalla ex Cecoslovacchia, a livello commerciale le cose più importanti sono provenute dall’Ungheria, in particolare con gli Omega, band conosciuta ed apprezzata anche nell’Ovest Europeo. Devo dire la verità, non ne vado matto, ma sicuramente è un gruppo che merita anche qualcosa di più di una semplice ascoltata. La canzone in questione proviene dal terzo album “200 Years After the Last War” che è anche quello che considero il loro meglio riuscito. Suonano generalmente piuttosto hard rock, ma hanno comunque l’abilità di sapersi adattare anche ad altri generi musicali. C’è di meglio, ma bravi comunque.