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Spock’s Beard (Articolo scritto da Ernano Marcello)

E’ strano per una band chiamarsi Spock’s Beard che vuol dire la brba di Spock, leggendario personaggio di Star Trek serie che io amo.
Ma poi penso e dico che sia normale chiamarsi Spock Beard specie se sono una band di musica Americana, nati negli anni 90
con un sound che si eè prog e ricorda riminescenza dei Genesis, Yes, Gentle Giant ecc ma anche con un occhio sia al rock duro e un po al pop.
La band è formata da: Neil Morse voce tastiera e chitarra acustica
Nick Di Virgilio, voce e batteria
Alan Morse , chitarra e voce addizzionale
Ryo Okumoto, tastiere e voce add
Dave Meros . basso e voce add.
Il loro primo è the Light del 1995 album che si apre con una lunga suite come di solito si usa nelle tradizioni prog, ma anche il secondo album Beware Of Darkness dove in alcuni brani si può sentire un intro di piano che ricorda fifth of fith dei Genesis e in alcuni, altri brani cori I Gentle Giant.
L’addio di Neil Morse nel 2002 dopo il doppio album Snow, Neil lascia gli Spock per intraprensre una carriera solista e formare a lo stesso tempo un altra band sullo stile Spock’s Beard la band in questione sono i Transatlantick.
A sostituire Neil Morse sarà il batterista nonchè voce Nick Di Virgilio e nel 2003 esce l’album Feel Euphoria più verso un prog metal.
Comunque gli Spock’s sono stati e sono un nuovo ciclo nel campo prog rock che che io consiglio l’ascolto di tutti i loro lavori e se riuscite di vederli dal vivo meglio ancora.
Un SALUTO A TUTTI E CHE IL ROCK SIA CON VOI
Marcello per antologiadel rock

Articolo sui Saga, scritto da Marcello Ernano

Questo disco esce in doppio cd e doppio dvd, oltre ad un cofanetto che contiene entrambe le versioni, e celebra i venticinque anni dell’uscita del disco che ha lanciato la carriera di questi musicisti canadesi in Europa, ed è anche l’album col quale io li ho incontrati per la prima volta. Una celebrazione che assume un sapore amaro, l’ultimo lavoro in studio Trust è stato per me il disco migliore del gruppo da quando sono rinati con Full Circle, ma ecco che a sorpresa Michael Sadler, il carismatico cantante del gruppo, ha annunciato sul suo sito internet che a fine anno lascierà la band.

Un sapore amaro dicevo, ma in questo album il gruppo si presenta in piena forma e sfodera una grinta piena di orgoglio e determinazione. In altre parole avrete capito che questo disco propone un nuovo live, il quarto, e che dimostra come la dimensione on stage sia importante per questi musicisti. Effettivamente anch’io che li conosco piuttosto bene sono rimasto sorpreso dalla vitalità che hanno saputo imprimere ai classici contenuti in questo doppio cd. Worlds Apart ovviamaente è stato riproposto per intero, compresi i brani meno noti e poi ci sono tutti i classici, in particolare quelli dei primissimi album della band, con poche concessioni ai lavori successivi e qualche sorpresa come “We’ve Been Here Before” ripresa dallo sfortunato Wildest Dream.

I canadesi ultimamente hanno indurito il loro sound album dopo album, dando sempre più spazio al chitarrista Ian Chricton, una vera forza della natura, che ha sempre dato un tocco molto originale ai suoi assoli. Quindi i di oggi sono molto più hard rock rispetto al tempo in cui Worlds Apart era uscito, scelta forse dettata dai tempi, ma che a mio parere ha finalmente valorizzato giustamente il già citato axeman. Sadler è splendido come sempre, anche se mi sembra meno potente rispetto ai suoi standard, ma è proprio una sfumatura.
Quante emozioni mi ha suscitato l’ascolto di questo live e pensare che il prossimo tour, che a quanto pare anche stavolta non toccherà l’Italia, porta il sottotitolo di Farewell Tour, ma io spero vivamente che l’avventura dei non sia ancora finita, certo è che sostituire una voce particolare come quella di Michael Sadler non sarà facile. Comunque solo il futuro potrà darci una risposta. Intanto a voi che leggete consiglio caldamente questo doppio cd, è splendido e dà la possibilità di ascoltare alcuni fra i brani più belli di sempre dei canadesi. GB

Articolo sui Marillion, scritto da Marcello Ernano

I nascono come gruppo prog rock nel 1978 ad Aylesbury in Inghilterra. Ancora oggi la band gode di una folta schiera di fans del neoprogressive , anche se tutti ricordano il miglior periodo con Fish alla voce.
La band ricorda nei suoni e neela stesura dei brani, i Genesis del periodo d’oro con Peter Gabriel tanto che anche la voce di Fish ricorda quella di Gabriel.
Album come Fugazy e Script Of a Jester Tear ma ancor di più l’album che gli da la svolta decisiva ovvero Misplaced Childood sono ancora ricordati dai fans e da il sottoscritto con un po di commozione.
Anche se con l’ingresso del nuovo cantante le cose cambiano un po, i Merillion dimostrano di fare ancora una buona musica con ricerche nel sound e ciò mi pare giusto per qualsiasi band che deve evolversi.
Ricordiamo la formazione
Fish (cantante e autore dal 81 a l’88)
Mick Pointer :batteria ( lascerà il gruppo nell’83)
Brian Jelliman : tastiera( lascerà nel 81 la band)
L a formazione attuale che vede
Steve Hogarth: cantante e scrittore dei testi a volte anche tastierista entra nel gruppo nel 1989
Steve Rothery : chitarra acustica Pete Trewavas: basso elettrico e seconda chitarra nella band dal 1982
Mark Kelly : tastiera (si unisce al gruppo nel 1981)
Ian Mosley : batteria e percussioni( si unisce al gruppo nel 1982)
Che il rock sia con voi Marcello