L’improvvisazione Fusion dei Phish
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Phish (U.S.A. – 1990)
Continuiamo con le band allergiche al successo. I Phish sono un gruppo formatosi alla fine degli anni ’80, autori di un non meglio definito rock contaminato da funky, progressive, jazz, e chi più ne ha più ne metta.
L’album di esordio ufficiale è del 1990, ma in questo caso è opportuno fare una eccezione: “Junta” del 1989 è una composizione in cassetta in cui il gruppo presenta il loro genere. Le basi spaziano dal progressive al reggae, in uno stile non dissimile dai Police, anche se il punto di riferimento è sempre il funky tipo Red Hot Chili Peppers. Personalmente trovo necessario citare questo come il loro splendido biglietto da visita.
Il secondo album ufficiale del gruppo è “Picture of Nectar” del 1992: sicuramente la loro composizione migliore, ed anche quella che ha ottenuto più riconoscimenti. L’album è veramente fantastico: riprende tutti i generi precedentemente elencati e dà libero sfogo ai vari componenti; particolarmente mirabili sono le prestazioni di due eccezionali musicisti: il leader Trey Anastasio alla chitarra e Mike Gordon al basso; in questo disco trovano pieno spazio per mostrare il loro immenso talento e per fare vedere che sono due dei musicisti più versatili degli anni ’90.
“Shift” del 1993 rappresenta un buon seguito e conferma tutte le peculiarità della band; il quarto “Host” è, poi, poco sotto alla loro opera massima: il gruppo mostra prediligere il funky e la sperimentazione, ma c’è ancora il pieno rispetto per la melodia.
Andando avanti col tempo il gruppo continuò a produrre, ma le idee furono gradualmente sempre meno brillanti; i lavori di per sé non sono male, ma non riescono ad aggiungere niente a quanto di buono già fatto. Per sentire qualcosa di interessante bisogna arrivare al 2002, con il nono “Round Room” che, tra l’altro, fu ingiustamente snobbato sia dalla critica sia dal pubblico. Il loro ultimo album da studio è del 2004 e sembra essere definitivamente l’ultimo. E’un peccato che un gruppo così originale e versatile abbia avuto l’enorme limite di non sapersi proporre dal punto di vista commerciale, avrebbero ottenuto molta più attenzione, come avrebbero meritato.
