L’heavy metal dei Van Halen
Leggi tutti gli articoli di enrico.malato
Van Halen (U.S.A. – 1978)
Il miglior gruppo heavy metal di sempre. In realtà limitare un gruppo come i Van Halen ad un unico genere è quanto meno riduttivo: il leader della band, il chitarrista Eddy Van Halen, ha dimostrato in diverse occasioni di essere uno dei migliori chitarristi della storia, grazie alla sua particolare maniera di suonare in tapping, per questo è giusto considerare i Van Halen come un grandissimo gruppo, anche fuori dal contesto metal.
L’omonimo esordio è una vera e propria pietra miliare del rock: quanto proposto da Kiss e Judas Priest viene reinterpretato e completamente stravolto: in ogni singola canzone Van Halen tira fuori una serie impressionante di riff potenti, complicati, rapidi e chi più ne ha più ne metta. Il disco lascia senza parole per l’energia che emana, e tra le canzoni è giusto citare la cover di “You Really Got Me” dei Kinks ed “Ain’t Talking ‘bout Love”, ripresa più avanti dagli Apollo 440. Personalmente questo lavoro lo considero il punto più alto della discografia della band, anche grazie alla voce altissima e tipicamente metal di David Lee Roth, unico membro esterno alla famiglia di origine olandese.
Negli anni ’80 il gruppo prese la strada più tipicamente heavy metal, dimostrando di essere valido, ma senza spiccare particolarmente, ma nel 1984 arriva il secondo capolavoro, chiamato appunto “1984” e contenente il loro singolo di più grande successo: “Jump”. Il gruppo potrebbe costruire un’intera carriera su questa canzone per quanto ottenuto a livello commerciale, ma è tutto l’album ad essere davvero fenomenale, anzi, “Jump” è forse il pezzo più scontato. Il genere del disco è un metal che strizza l’occhio al pop, ed il tutto è talmente ben fatto da rendere l’album inattaccabile sotto ogni punto di vista. Il 1984 fu anche l’anno in cui David Lee Roth lasciò il gruppo, scegliendo una carriera solista che vide la collaborazione, fra gli altri, del chitarrista Steve Vai: i lavori prodotti furono piuttosto (parecchio) kitch, ma ai Van Halen, con il nuovo cantante Sammy Hagar (sia ben inteso, la colpa non è da attribuire al nuovo vocalist). Di questo periodo vanno ricordati gli scontri a distanza tra il gruppo e l’ex cantante, mentre dal punto di vista della musica, non c’è niente di negativo, ma anche davvero poco di valido.
Il fondo, purtroppo, il gruppo lo toccò nel 1998 con “Van Halen III”, con alla voce Gary Cherone, ex cantante degli Extreme, un gruppo glam metal diventato famoso nel mondo per la canzone “More Than Words”, diventata un classico della musica da spiaggia davanti al falò. Adesso sembra essere tornata la pace tra il cantante storico ed i tre fratelli, ma di album da studio nemmeno l’ombra; forse è meglio così, trovo giusto che Eddy Van Halen venga ricordato esclusivamente per il suo talento artistico, non merita di essere screditato.
